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Il bonus nido 2025

Pubblicato 14 Ott alle 9:00
Categoria: GENERAL

Nuova circolare INPS: Decreto legge n.95/2025
Importanti novità sono state introdotte dalla circolare n.123 del 5 settembre 2025, con la quale l’INPS fornisce chiarimenti sulle modalità di applicazione del «contributo asilo nido», chiarendo l’ambito di applicazione dello stesso e introducendo importanti novità a partire dal primo gennaio 2026, quali l’ultrattività della domanda.
La circolare, inoltre, chiarisce che il beneficio economico non riguarda soltanto gli asili nido tradizionali, ma anche altre strutture che concorrono all’educazione e alla cura dei bambini, purché abilitate secondo la normativa regionale. Rientrano, quindi: nidi e micronidi (3-36 mesi), sezioni primavera (24-36 mesi), spazi gioco e servizi educativi domiciliari (12-36 mesi).

3 novità chiave
1. estensione del beneficio ai servizi educativi dell’infanzia
2. indicazioni operative per la gestione delle domande 2025, comprese quelle inizialmente respinte
3. domanda unica per 3 anni dal 2026

La richiesta per accedere al bonus asilo può essere già presentata.
I genitori hanno tempo fino al 31 dicembre 2025 per richiedere l’agevolazione.
Non sarà più necessario inoltrare una nuova domanda ogni anno. Vi sarà unicamente l’obbligo di inviare la documentazione attraverso la quale viene confermata la frequenza dell’asilo e la permanenza dei requisiti. Grazie al nuovo meccanismo, il bonus asilo nido avrà una validità pluriennale, rimanendo valido fino a quando i singoli soggetti ne hanno diritto.

Requisiti e documenti per la richiesta
Requisiti fondamentali:
– Genitorialità: essere genitori di figli di età inferiore a tre anni (o che compiano tre anni nell’anno solare)
– Residenza: essere residenti in Italia
– ISEE minorenni: possedere un’attestazione ISEE minorenni valida
– Frequenza scolastica: aver iscritto il bambino a un asilo nido pubblico o privato autorizzato

Documenti necessari:
– Documento di identità del richiedente
– Codice fiscale del bambino
– Attestazione ISEE minorenni
– Fatture e ricevute di pagamento delle rette già versate
– Dati dell’asilo nido, comprensivi di codice SUAP

Come presentare la domanda online
La domanda per ottenere il bonus può essere presentata in totale autonomia attraverso l’area riservata del portale dell’Inps, alla quale si può accedere con le credenziali Spid, Cie o Cns.
Una volta eseguito l’accesso, nella sezione «Bonus Asilo Nido» si dovrà:
– cliccare sulla voce “inserimento” e creare una nuova domanda
– compilare il modulo di richiesta con i dati del bambino e allegare la documentazione richiesta (es. ricevute di pagamento delle rette)
– inviare la domanda e conservare la ricevuta
Nel corso della compilazione è necessario tenere a portata di mano i dati relativi all’asilo nido e le coordinate bancarie sulle quali verrà erogato il contributo.

Gli importi del bonus Asilo Nido 2025
Il bonus è un contributo parziale che varia in base all’Isee del nucleo familiare, non è uguale per tutte le famiglie. Per ottenere l’agevolazione è necessario presentare all’Inps l’Isee minorenni, quello previsto per i nuclei familiari al cui interno ci sono anche dei figli minori. Il documento coincide completamente con l’Isee ordinario solo e soltanto nel caso in cui i genitori dei bambini sono coniugati o conviventi.

Il legislatore, per il 2025, ha previsto i seguenti contributi:
– € 3.000,00 l’anno nel caso in cui l’Isee minorenni sia inferiore a € 25.000,00
– € 2.500,00 nel caso in cui l’Isee minorenni sia compreso tra € 25.001,00 e € 40.000,00
– € 1.500,00 l’anno per le famiglie con un Isee minorenni superiore a € 40.000,00

Chi non dovesse presentare l’Isee ha diritto a ricevere lo stesso il bonus asilo nido, ma solo fino a un massimo di € 1.500,00 l’anno.
Il contributo viene suddiviso in 11 mensilità per coprire le rette mensili dell’asilo nido.

Estensione dei servizi e utilizzo del beneficio
L’estensione del contributo è stato un intervento significativo che ha ampliato il raggio d’azione del vecchio bonus: la misura rivista non si limita più al sostegno delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati, ma si estende a una serie più ampia di servizi educativi riconosciuti dalle normative regionali.

Il contributo può essere utilizzato per frequentare i nidi e micronidi, le sezioni primavera (che accolgono i bimbi con un’età compresa tra 24 e 36 mesi e servono a favorire la continuità del percorso educativo) e i servizi educativi gestiti in famiglia.

Il contributo non può essere utilizzato, invece, per frequentare i centri per bambini e famiglie, che accolgono i più piccoli accompagnati da un adulto. Restano, quindi, esclusi i servizi ricreativi, pre-scuola e post-scuola, che non hanno natura educativa in senso stretto.

2025: gestione domande non accolte
Sulla base delle indicazioni contenute nella circolare, se sussistono i nuovi requisiti, le domande 2025 inizialmente non accolte potranno ora essere riconsiderate e approvate.

Le strutture territoriali dell’INPS dovranno riesaminare le istruttorie ancora in corso e valutare in autotutela anche le richieste respinte sulla base delle vecchie indicazioni della circolare n.60/2025.

Ciò implica, per i lavoratori e i consulenti, la necessità di:
– verificare l’abilitazione delle strutture frequentate
– conservare correttamente la documentazione delle spese
– monitorare l’evoluzione delle pratiche in base ai nuovi criteri.

2026: Domanda Unica
A partire dal 1° gennaio 2026, le domande accolte avranno valore anche negli anni successivi, senza dover essere ripresentate da zero.
Questa novità semplifica un po’ la gestione per le famiglie, garantendo continuità del sostegno fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie 3 anni.

Per ogni nuovo anno solare, il genitore dovrà comunque:
– prenotare le risorse finanziarie tramite i servizi INPS online
– indicare le mensilità (massimo 11)
– allegare la prova di pagamento di almeno una retta, oppure l’iscrizione/graduatoria per gli asili pubblici a pagamento posticipato

Nel caso di contributo per l’assistenza domiciliare, serve sempre il certificato del pediatra che attesti l’impossibilità di frequenza dovuta a grave patologia cronica.

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